La Granfondo Firenze De Rosa è davvero Firenze

Essere sponsor di una manifestazione non vuol dire solo contribuire alla riuscita della manifestazione, ma vuol dire anche mettersi alla prova in prima persona. E così anche noi decidiamo di affrontare il percorso, mai decisione allo stesso tempo più felice ed incauta!

Perché la Granfondo è davvero Firenze, perché si parte da una delle piazze più belle del mondo, simbolo del rinascimento italiano, custode di tradizioni secolari emblema della città; Perché si attraversa il centro cittadino (anche con piede a terra) con un sacco di tifo per strada; perché l’arrivo di via Salviati è la storia del ciclismo della città (oltre che croce e delizia del finale di noi amatori).

Decidiamo a cuore caldo e mente poco fredda per il percorso lungo 130km 2.600 di dislivello, ciò che per noi umani, che ci differenziamo per certo di chi la gara la fa per vincerla (by the way 38km/h di media per Tommaso Elettrico), un percorso sempre mosso, dove non c’è salita pura è tutto “mangia e bevi”, e le salite non sono bazzecole. Pronti via Fiesole, poi Giogo, poi Passo della Futa, poi il durissimo strappo a Bivigliano che quest’anno è stato intitolato a Deporvillage, ed infine l’agognato Via Salviati. La partenza è subito cuore a 180 BPM, la selezione avviene immediatamente alla prima salita e dopo il bivio per il medio percorso è davvero difficile fare gruppo. In ogni caso ci fermiamo ad ogni ristoro prevedendo prima o poi qualche prode team di amici che ci possa trainare un po’, e per fortuna proprio nel momento più propizio dalla discesa del futa a Vaglia troviamo un bel gruppo che pian piano si screma arrivando a circa 6 elementi (noi resistiamo).

Eccoci alla salita di Bivigliano a noi intitolata, tra parentesi scelta veramente indovinata da parte dell’organizzatore Alessandro Cipriani, meno azzeccata invece per le nostre gambe!

In ogni caso ci si difende anche qui e dobbiamo confessare che una qualche decina di persone l’abbiamo anche superata (non faremo nomi ovviamente), e poi dopo un doveroso ristoro giù per la discesa che ci porta a via Salviati, ci ricomponiamo anche per gli scatti del sempre presente Castagnoli e vediamo Alessandro all’arrivo che si congratula con il tipico umorismo alla fiorentina “fra un po’ toglievamo anche la musica!”, in realtà la musica c’era ancora ed è la musica della poesia che c’è nella fatica e soddisfazione di queste imprese, la musica di chi corre per divertirsi, godersi i panorami in sicurezza e portarsi a casa un bellissimo ricordo.

Per cui grazie Firenze, grazie Alessandro, questa musica suonerà anche l’anno prossimo!

Riccardo

 
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